Sabato 29 Ottobre 2011 14:30
PER MEGLIO VIVERE L’ESPERIENZA DEL CLUB
Leggendo sul nostro sito del Club Zebravinken riguardo della discussione - Proposte X Zebras 2011 -, che trovo molto interessante e attuale per il tipo di argomentazioni relative al Diamante Mandarino e agli Allevatori dello stesso, mi viene spontaneo fare alcune considerazioni di merito e demerito. Mi spiace purtroppo che essendo mentalmente fuori dalla realtà e del beneficio ed utilità che il computer ha portato e comporta nei suoi potenziali attuali, ma e per mia avversione a tutto ciò, mi risulta “quasi” impossibile inserirmi in quella logica e quindi dialogare con tutti voi.
Pertanto riporto per iscritto il mio pensiero sperando di rendermi utile e di cercare di mettere i nostri Soci nelle condizioni di massima apertura e serenità nel costruire e difendere il nostro futuro di “Mandarinari”, solo restando uniti all’interno del nostro Club e contribuendo ognuno come può o per quello che può dare, avremo la possibilità di procurarci un futuro più Tecnico e costruttivo.
Credo che sia un nostro preciso dovere il fare proposte finalizzate e mirate a MIGLIORARE LE NOSTRE MOSTRE SPECIALISTICHE, per vedere di ottenere dei GIUDIZI CHE RIESCANO AD ACCONTENTARE (io direi a soddisfare tecnicamente) il maggior numero possibile di Allevatori, a FORMARE UNA COSCIENZA PIU’ TECNICA e non personalistica dei nostri Soci-Espositori. Sono tre punti fondamentali che il nostro Forum deve portare avanti e sostenere nel tempo le varie versioni che ognuno di noi Soci porterà avanti nel nostro interno, che per conseguenza della pluralità eterogenea di questi si presenterà sotto diversi aspetti e varie versioni.
Prescindendo dal principio umano che è impossibile accontentare tutti, nel rispetto di tutte le versioni avanzate e proposte, voglio precisare che la situazione deve ricadere, tenendo presente che stiamo parlando di una determinata “specie” e delle sue tantissime mutazioni e sue combinazioni che comporta, nel rispetto e in funzione di un grande TECNICISMO e di una logica che deve attenersi a quanto posseggono i FATTORI GENETICI interessati alle diverse MUTAZIONI e che devono rispecchiarsi nello svolgersi stesso della mutazione intesa come fenomeno scaturito dalla diversità genetica di uno o più fattori. Vengo a meglio chiarire questa asserzione affermando che un Diamante Mandarino, in particolare quelli di sesso maschile, possedendo nel loro aspetto fenotipico e morfologico una realtà che di fatto consiste nel possedere per ogni ala una consistenza ben precisa di remiganti per parte e non le oramai abituali una o due remiganti in meno per ala che normalmente posseggono in quel momento. La stragrande maggioranza dei Maschi esposti nelle nostre Mostre e oserei dire, perché è ora di dirlo, quale dato verificato, ancor più frequente all’estero.
Non vado oltre nel commento, dico solo che la comprovata assenza di una o più remiganti per parte, rende il disegno del fianco nel maschio più grande e di maggior effetto visivo, a discapito di un Regolamento che impone al Giudice di penalizzare fortemente o di non giudicare un soggetto che chiaramente manifesta questa mancanza.
L’altro aspetto di “coerenza genetica” è la qualità del colore, in particolare nel fattore mutato Bruno e sue combinazioni, che con la somministrazione di coloranti “aggiunti” di varia natura, rende il soggetto più carico nella tonalità Bruno e quindi apparentemente di una tonalità di colore più intensa, ma artificialmente come qualità lavorativa per il suo fine, la cui omogeneità nei vari punti del piumaggio lascia spesso a desiderare.
Occorre fare una scelta ben precisa e mirata, al fine di mettere tutti gli Allevatori allo stesso livello, differenziandosi fra loro eventualmente solo per la loro capacità nel dosare e somministrare più o meno bene tali prodotti coloranti.
Ho puntualizzato, nella prima parte di questo scritto, tre diversi aspetti per l’avvenire del nostro Club e del D.Mandarino, di cui : 1) essere presenti nella vita interna del nostro Club, cercando di esprimere ognuno di noi il proprio parere nei vari aspetti organizzativi e tecnici che le Mostre devono contenere e presentare. 2) Cercare di finalizzare il contenuto del giudizio con quanto rappresentato e descritto negli Standard. Il metro deve avere la stessa lunghezza ed essere usato nello stesso modo, sia dai Giudici, che dagli Allevatori e così avremo “pianificato” una gran parte del nostro hobby. Fare una proposta è utile in ogni caso, perché nel suo stato iniziale ha una sua validità per chi la propone, sicuramente una nota positiva per l’interessamento del Socio, poi anche se non presa in considerazione, rimarrà una scelta e un percorso affrontato e non ritenuto idoneo al caso. Meglio del silenzio troppo eloquente che si respira nel nostro mondo, in particolare nell’ambito F.O.I.. Proporre ai nostri Dirigenti del Club, per poi proporlo alla CTN-IEI; le nostre proposte devono essere un fatto ordinario e frequente al nostro interno. Credo che ognuno di noi debba esse ricordato per ciò che ha fatto e scritto. Contano le azioni, non le parole. 3) Formare una coscienza più TECNICA e non PERSONALISTICA nei nostri Soci, vuol dire che ognuno di noi si deve formare una coscienza di gruppo e associativa, che tenga in prima istanza i contenuti Tecnici dettati dagli Organi predisposti. Non continuare a “spingere” con richieste che sono il più delle volte accreditate dalla qualità Tecnico-Espositiva dei propri soggetti, dal gruppo che si frequenta abitualmente, o da quanto è dato a vedere dalle spinte”avveniristiche” di alcune nazioni estere, sull’onda di un effetto del tipo economico per il momento, che poi il tempo appiattisce e rende il tutto più “naturale” e corrispondente ad una logica reale: chi è vecchio dell’ambiente ricorderà le variopinte classificazioni assegnate ad alcune mutazioni del Diamante di Gould, col tempo cambiate poi alcune sparite. Vorrei ricordarvi che il Club Zebravinken è sorto con delle basi ed un tetto piuttosto solido,per ora non piove sulla nostra testa, le pareti potranno presentare qualche screpolature, ma armati buoni attrezzi e rendetevi disponibili a porvi rimedio., per ora non piove sulla nostra testa e per le pareti armatevi di buoni attrezzi e rendetevi disponibili a porvi rimedio.
Se verrà deciso di ricostruire il nostro “casolare” si farà, però tutti assieme dovremo concordare la nuova struttura e motivare la necessità del cambiamento, vale a dire elencare quelle cose che non erano ben fatte, al fine di non doverle rivivere nella nuova struttura.
Voglio dire che si devono rispettare le disposizioni e gli “Standard” deliberati dalla CTN-IEI e il cui consenso è stato dato anche dal Club Zebravinken, voglio dire che si deve camminare su quel sentiero tracciato dalle delibere in vigore, voglio dire di avere FIDUCIA nel nostro “GRUPPO” e vivere anche nella pratica quanto richiesto dalle disposizioni, con serenità e attenzione, con l’animo di collaborare per il bene del D.Mandarino, ma anche essere vigili e pronti qualora si presentasse il motivo di evidenziarlo, senza accuse o illazioni nei confronti di chi ci “Guida”, siano essi i nostri Dirigenti del Club o la CTN-IEI. E’ doveroso aiutare colui che si “perde nel cammino della vita”, è doveroso vivere il nostro hobby con dignità e rispetto del prossimo, nella stessa misura con cui chiediamo il rispetto della nostra persona. Solo parlando serenamente fra di noi arriveremo alla formazione di un equilibrio, anche se del tipo instabile, vista la natura dell’uomo, fra la CTN-IEI, i Dirigenti del Club Zebravinken, i Giudici IEI, gli Allevatori e gli Espositori.
Ho fatto di proposito la distinzione fra Allevatori ed Espositori, perché proprio da questa differenza nascono i maggiori problemi che abbiamo vissuto allora come oggi. Perché dietro a queste due figure si nasconde la bravura, la destrezza, la furbizia e per finire i fini che queste due figure nascondono nel loro clichè; differenze che a volte si contrappongono e non sempre mirate al più bello, al meglio. Ma forse questa è solo una mia errata impressione. E a volte spero lo sia.
Ritengo che la perseveranza dell’onestà degli intenti sia più utile della violenza, dell’arroganza : molte cose che non possono essere superate tutte insieme, ma lo sono prese poco a poco.
Forgani Terenzo
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Commenti
Mi dispiace insistere fino alla noia sul riscontro di cosa è un giudizio, il perché si effettua , perché si fanno le Mostre, ma queste basi sono fondamentali per creare un gruppo finalizzato alla buona ornitofilia, per sempre meglio tenerlo attivo e sempre alla ricerca del nuovo e del meglio Per mantenerlo unito non disperdendo le forze che si interessano e lavorano per il bene del Diamante Mandarino e per far ciò vorrei tornare indietro per il breve tempo di questo scritto, tornare agli anni che operavo quale Giudice IEI, sono passati molti anni ma le regole fondamentali i punti vincolanti per interpretare al meglio la scheda di giudizio li ho ancora abbastanza impressi nella mente. Vi ricordo che ogni scheda di giudizio riportava diverse voci inerenti alle varia composizione che danno origine al fenotipo, con un punteggio massimo a cui si doveva detrarre la percentuale numerica che il difetto evidenziato incideva sulla somma a disposizione.
Una specie di percentuale da stabilire in funzione e per quanto riguarda il difetto si riteneva potesse incidere in questo tot massimo di numeri a disposizione. Premesso che questa valutazione, purtroppo era ed è ancora oggi molto soggettiva e in particolarmente dipendente dalle capacità e attenzione del Giudice,.ma questa è una variante fissa che deve essere accettata e rispettata.
Nel caso specifico della scheda a disposizione per il D.M., vediamo che è costituita da una serie di voci, ove ognuna di essa ha la sua rilevanza nella scelta del risultato finale, ma a mio avviso con una interpretazione del valore di ognuna di quelle voci che per alcuni ritengono ad esempio di valore prioritaria quali la forma e la taglia, per altri il colore e il disegno. A mio avviso la scelta di questa priorità è fondamentale per la valutazione del Diamante Mandarino.
Ritengo che quando si parla di auto il cui stile deve essere molto bello, nella valutazione si tiene quale primo riscontro valutabile, la linea e l’estetica come struttura esterna e come definizione dei contorni; quando si parla di auto sportive e dalle prestazioni eccelse, si guarda sì la linea, ma in particolare occorre tenere in considerazione le prestazioni meccaniche e potenziali della vettura. Quindi come si evince chiaramente da tutto ciò, ogni valutazione tiene in massima considerazione quei pregi che agevolano e che sono finalizzati al raggiungimento delle caratteristiche che si pretende dall’auto.
Ebbene quando parliamo di D.M., la prima cosa che ci dobbiamo chiedere è cosa pretendiamo e cosa esigiamo da ogni singolo soggetto. Pertanto, non potendo pretendere di fare alcun accostamento o riferimento con le Specie ancestrali, tuttora presenti in Australia, ben diverse e atipiche per quanto si vede nelle mostre dedicate al D.M., dobbiamo attenerci a quello che noi alleviamo ed esponiamo.
Pertanto vogliamo chiederci quale è stata la ragione per cui si sono realizzate le prime mostre e quali sono state le caratteristiche fenotipiche che si richiedevano per ben figurare ed essere premiati alle mostre e di conseguenza, su quelle indicazioni si è incentrato l’indirizzo per ottenere in allevamento dei soggetti validi e corrispondenti alle richieste del “gioco”.
In tempi diversi sono state allevate le diverse “ forme di colore” che si diversificavano dal colore grigio ancestrale, fino a raggiungere una notevole “varietà” di colori, per cui ci si è interessati verso nuove “forme di disegni”, per raggiungere la magnificenza attuale. Ricordo anche in particolare dopo l’ottenimento dei vari tipi di colore e dei disegni, si è rivolta l’attenzione alla forma e alla taglia. Il tutto con un passaggio molto lungo nel tempo. Ancora oggi è uno degli aspetti fenotipici più incerti e discussi per le varie linee di forma che si sono delineate in Europa.
Tanto per restare dentro all’argomento “ giudizio “. Io sarei dell’avviso di tenere in prima considerazione la voce COLORE, poi DISEGNI, quindi FORMA e via le altre voci fondamentali e non intendo asserire comunque che la voce IMPRESSIONE E CONDIZIONI GENERALI sia da considerare ultima di fatto e per causa d’effetto. Dietro quella voce si nasconde il riconoscimento di un buono o cattivo effetto fenotipico del soggetto in esame.
COLORE - è la voce che deve essere il più possibile completa e corrispondente a quanto sancito nello Standard. Quando parliamo di D.M. intendiamo non le specie che vivono allo stato libero in Australia, ma bènsì il suo derivato ottenuto con particole riguardo alla sua colorazione, alle diverse colorazioni, quindi alle mutazioni che riguardano il fenotipo. E’ la prima caratteristica del soggetto tanto è vero che vengono definiti D.M. Grigio, Bruno , Mascherato, ecc.. Anche nel giudizio occorre prestare la prima attenzione a questo elemento.
DISEGNO è un elemento che vive in simbiosi con il colore caratteristico della mutazione, che deve completarsi integrandosi perfettamente col colore e con le esatte forme geometriche che lo compongono, quindi una giusta qualità del colore e una forma contenuta entro i limiti dettati e descritti nello Standard. E’ a mio avviso la seconda voce per importanza nella formulazione del giudizio.
Pesanti penalizzazioni di entrambi queste due prime voci mettono in chiara luce la mediocrità del fenotipo del soggetto, non potranno mai portare la valutazione al raggiungimento del P.O..
FORMA è l’aspetto oramai più esasperato dagli Allevatori, sospinti alla vana ricerca di effetti somatici che negli ultimi anni hanno cercato di influenzare il mercato. Questa valutazione nel giudizio deve essere tenuta nella giusta considerazione, tenendo presente la lunghezza espressa nello Standard in modo direi molto chiaro: cm 10,5; dal disegno della sua conformazione che accompagna sempre la parte generale descrittiva del D.M.. Giustamente devono esistere dei margini percentuali entro cui l’Allevatore deve contenere i propri soggetti ed entro cui il Giudice deve contenere il suo operato. Non si possono accettare quei giudizi che portano all’ottenimento del P.O. possedendo una configurazione estremamente esile ed allungata, così come è altrettanto scandaloso le supervalutazion i assegnate a quei soggetti che io amo definire “bombardoni” la cui forma è eccessivamente prorompente e massiccia facendo risultare il soggetto fuori dalle configurazioni e dalle linee geometriche precedentemente impartite nello Standard.
CONDIZIONI GENERALI rappresenta il riepilogo delle varie IMPRESSIONI che ci hanno particolarmente colpito in senso sia positivo che negativo, pertanto è la sintesi di ciò che abbiamo rilevato nell’analizzare le voci precedenti e che dobbiamo integrare con un effetto numerico nel contesto della nostra valutazione globale nel merito.
Il giudizio è quindi l’espressione e la valutazione nel contesto della mostra, ma non dimenticatevi che deve essere anche e soprattutto l’elemento guida nella scelta dei nostri riproduttori in allevamento. Aggiungo anche in piena serenità e convinzione che non ho nulla da recriminare sugli standard realizzati dall’attuale CTN , lavoro che ritengo e reputo più che confacente e attuale al riscontro d’allevamento.
Al fine di non vanificare quanto sopra riportato, vi invito a visionare le ottime foto del Socio Stefano Giannetti, di una qualità fotografica veramente notevole e particolarmente espressive e appropriate al caso in quanto in ognuna di esse è riportato il punteggio ottenuto a Zebra’s 2011.
A completamento di tutto visionate anche lo validissime ed istruttive foto della mostra di Veenendaal scattate dal Socio Carlo Muraro,che sono prive del punteggio ottenuto, ma indicative come riferimento per quanto si alleva e si espone in Olanda. Soffermatevi in particolare su alcune immagini in cui si intravede la presenza della coccarda, simbolo di un tipo di premiazione e formulate le vostre considerazioni e valutazioni di merito.
Il mio difetto più grande è quello di aver “sempre” espresso pubblicamente il mio pensiero e la mia idea nel merito dell’argomento oggetto della discussione, cercando di capire meglio il problema e apportando sempre delle considerazioni e delle valutazioni personali per vedere di contribuire al tutto.
Negli oltre trent’anni dedicati alla FOI ho ottenuto, in riscontro a questo modo di operare e di collaborare, la estromissione dall’Ordine e le dimissioni dalla stessa. Ho vissuto serenamente allora, continuo ancora ad essere sereno e presente nel mondo dell’ornitofili a.
Un personaggio per cui io ho vissuto nel del suo insegnamento, ebbe a scrivere a scrivere una frase molto semplice, ma che può prestarsi a diverse soluzioni e interpretazioni : “Io non credo nella morte, credo nella vita “.
Forgani Terenzo
Per quanto riguarda il discorso delle remiganti tolte ad alcuni d. mandarino, devo dire che in questo uccellino l'eliminazione delle ultime remiganti è molto visibile ed il giudice solitamente penalizza questo tipo di operazione, in altre specie come il padda è molto difficile accorgersi di questa cosa, spesso praticata pergiunta in malomodo dagli allevatori. Io confido nella buona fede sia del giudice che degli allevatori e mi sento di sconsigliare questa pratica sempre che qualcuno la metta in atto, nelle mostre è mia consuetudine osservare bene i soggetti esposti e raramente mi è capitato di vedere soggetti alterati volontariamente di remiganti.
Prima polemica inutile ed ingiustificata.
Sulla colorazione artificiale dei bruno ho detto molto in passato anche su questo forum e non intendo ripetermi.
A mio parere la qualità generale dei bruno è aumentata notevolmente grazie alla buona selezione e oggi in Italia abbiamo 4-5 allevatori con dei bruno veramente eccellenti, sicuramente frutto del loro eccellente lavoro. Penso e spero che pochissimi allevatori utilizzino dei coloranti artificiali per questa specie, sempre a patto che esistano veramente dei coloranti in grado di fare ciò e che la cosa sia scientificament e provata.
Seconda polemica inutile ingiustificata ed aggiungo priva di fondamento scientifico.
"Le regole sono uguali per tutti", su questo sono d'accordo ed anzi mi permetto di contraddire l'amico Terenzio anche in questo punto. Mai come adesso il Club ed i suoi soci sta dimostrando trasparenza ed uniformità in ciò che sta facendo.
A fine mostra si parla spesso fra allevatori e raramente vi sono polemiche feroci per errori spesso grossolani commessi dai vari giudici, sicuri che conti di più il giudizio degli amici esperti allevatori che quello di un giudice a volte impreparato.
Terza polemica inutile.
Concludo dicendo che non siamo negli anni '90, oggi i d. mandarino son cambiati, basti vedere le mutazioni base: i grigio mascherato hanno le guance arancio come i grigio, i bruno sono bruno caldo ed uniformi, i grigio dorso chiaro son diventati più scuri pur mantenendo il loro classico stacco testa dorso, i grigio sono arrivati a livelli altissimi ormai si è raggiunta quasi la perfezione.
Oggi siamo quasi nel 2012.
Ciao Terenzio.
bellissime parole.
io nella mia testa mio sono fatto una classificazione ulteriore del diamante mandarino,una sotto classe che amo definire "i figli di un dio minore",mi spiego.
girando per le file delle gabbie,si nota(negli anni,e ripetutamente)c he molte mutazioni qualsiasi sia la qualita dei soggetti esposti vincono con 93 punti(quindi accesso al best)altre mutazioni mai e poi mai ho avuto l onore di poter vedere soggetti che possano accedere al best...
un livello piu alto di selezione è sicuramente cosa veritiera in certe varieta rispetto ad altre....ma quindi possibile che in quelle mutazioni nn nasca mai un 95?...
oppure come nel mio caso,un pettoarancio bruno per avere un 93(o meglio per avere un pari giudizio\punteg gio,quindi accesso al best)deve avere la stessa identica tonalita di un bruno,perche sappiamo tutti che la mutazione impedisce questa caratteristica di perfetta uguaglianza(il petto arancio bruno è solo un esempio,riporto questo esempio perche è l unico che mi compete).
speriamo che il metro diventi uguale per tutti..(il mio era uno sfogo generalizzato e nn mirato,perche i miei occhi sanno vedere e capire senza problemi che il petto arancio(almeno quello di casa mia)nn gode della qualità di altre mutazioni..
Però essendo un allevatore di bruni e loro mutazioni mi sento tirato in causa e posso confermare che i prodotti che si trovano comunemente in commercio coloranti o meglio che fanno risaltare i colori,evidenzi ano si i pregi ma ancor più i difetti in quanto si vedono soggetti con molta feomelanina in alcune zone ma anche con molta eumelanina in altre zone (per esempio sul collo e testa)quando lo standard (redatto dal club)prevede un'uniformità di colore.
Allora perchè i giudici non li penalizzano????
E' logico che su una testa chiara le guance sono più evidenziate.
Io mi ritengo un allevatore-espositore,però una cosa è certa:ai miei uccellini voglio bene,non li sfrutto nè in allevamento,tan tomeno facendogli fare tante mostre.
Comunque una cosa è certa un soggetto scarso potrà colorarlo o quel che vuole,ma resterà sempre scarso.
Fabio Mognoni
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