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RIFLESSIONI DEL GIORNO DOPO

     E’ ormai una prassi più che consolidata negli anni, immancabilmente dopo ogni visita ad una qualsiasi Mostra Ornitologica, sento il desiderio ed anche il piacere personale di trarre alcune considerazioni sull’esito della Mostra appena visitata e non tanto nel merito del giudizio espresso, del tipo : quel determinato soggetto poteva e meritava più o meno di quanto attribuitogli dal Giudice. Questo numero è sì importante, ma solo se ben concretizzato dal Giudice in funzione alla sua preparazione, alla sua cultura inerente, pertanto una volta che si è fatto questa disamina,  tutto il seguito ha un valore solo se l’errata assegnazione di un equo punteggio viene fatto da una persona che si ritiene all’altezza del compito, non dimenticando che comunque sia questo Giudice ha operato in tale modo tenendo presente le sue conoscenze e disposizioni di ordine tecnico. Non condanniamo subito tale giudizio, ma prendiamo tempo e riflettiamo su quel messaggio che il Giudice ci comunica con il suo operato, potrebbe avere ragione nel merito . Prevaricare il tutto, con delle decisioni il più delle volte di tipo personale, altri non è che non voler ammettere un proprio giudizio ritenuto valido e il cui risultato espositivo non trova il riscontro o il dover ammettere che le proprie scelte non sono proprio in sintonia ed in corrispondenza con la realtà del giudizio ottenuto.

    Tutto questo deve essere valido solo se si ritiene il Giudice all’altezza del compito, persona equa equilibrata e ottimo conoscitore della materia, condizioni che mi inducono ad asserire di volere  e dovere credere nel suo “parere” ( il giudizio è una espressione pratica della interpretazione che si da alle disposizioni tecniche ed alla propria conoscenza), se notoriamente il Giudice viene considerato “non idoneo, o non proprio all’altezza del compito assegnatogli”, allora tutti i discorsi devono cadere e non essere protratti nel tempo per inconsistenza tecnica dell’operato.

     Questo lo si pensa o lo si dice normalmente per i Giudici italiani, però da alcuni decenni assistiamo a vari giudizi effettuati dagli “esteri” nelle nostre Mostre in particolare quelle definite SPECIALISTICHE, e per quanto mi concerne avrei da fare diverse considerazioni nel merito che vanno a favore dei nostri Giudici italiani, quelli seri e preparati  di cui nel nostro Collegio I.E.I. se ne contano un buon  numero.

     Personalmente non sono mai stato un grande estimatore della scelta a favore del giudizio degli esteri, riconoscendo che nei primi anni ottanta mi sono battuto per la venuta in Faenza (Club dell’Esotico) di alcuni Giudice olandesi primo fra tutti quell’Hans Kloren che ci ha meravigliati per la sua concretezza  nella valutazione dei Diamanti Mandarini, per onore del vero devo anche dire che altri bravissimi Giudici olandesi hanno operato in Faenza e che ci hanno insegnato tante cose e particolari sul D.M.. Il passare del tempo ci ha mostrato tanti altri Giudici esteri e con il passare di quel tempo le mie convinzioni si sono accentuate nel tentativo di rivalutare ed apprezzare i nostri Giudici (quelli seri e preparati).

     Per cui ritorno sul mio principio delle considerazioni del giorno dopo e desidero evidenziare solo due aspetti che mi hanno fatto pensare in occasione di ZEBRAS 2011 a Reggio Emilia: uno nel merito dell’operato di alcuni Giudici italiani e l’altro più inquietante che riguardi i Giudici “esteri”.Ripeto e ci tengo a rilevare che sono delle mie personali considerazioni e che hanno l’unico scopo o motivazione di invitare i nostri Soci del Club Zebravinken a intervenire loro stessi per contribuire a migliorare le cose, qualora ve ne fosse la necessità, sicuramente nel contribuire a mantener sempre viva e interessante l’attenzione verso il nostro hobby, il nostro Club, chiedendo fin da ora scusa se non dovessero risultare veritiere o attuali queste mie considerazioni, almeno avremo appurato che non erano fondate.

     Il primo punto riguarda la eccessiva integrazione nel giudizio di alcuni personaggi esterni allo stesso  e mi dicono però dirigenti del Club del Passero del Giappone. Mi riferisco ad asserzioni rivolte in via amichevole e con interscambio di idee  verso ai Giudici del tipo “ io farei vincere quel soggetto”. Lo scambio di opinioni fra Giudice ed espositore è sempre stata la nostra caratteristica del Club dell’Esotico, però a giudizio effettuato sul soggetto oggetto del discorso. Questi fatti ripetutisi alcune volte hanno generato nei presenti  un malessere accompagnato dalla asserzione “noi i nostri Passeri del Giappone non li porteremo più a Zebras”. Ora noi stiamo cercando in comune accordo con il Club dell’Esotico di favorire la presenza del Passero del Giappone nelle Mostre Specialistiche, di far conoscere e diffondere il Club del P.G.,in quanto negli ultimi anni tale Esotico era alquanto scaduto come presenza. Tutto ciò non vuole rappresentare una condanna od una critica gratuita, ma semplicemente  evidenziare un fatto ed un sistema che non deve più ripetersi in nessuna delle nostre Mostre Specialistiche. Nessuno se ne abbia a male per tale rilievo personale, tutti però si ricordino che quanto innanzi detto deve essere la regola a cui attenersi, il principio che deve salvaguardare il rispetto del Giudice, di chi presta la propria opera gratuita, di chi si impegna con entusiasmo e tempo ad organizzare le nostre Mostre: Manuele in primis, la S.O.R. e altri.

     Il secondo punto verte sul giudizio espresso dai Giudici esteri, verso cui io dissento nettamente in particolare su quello espresso sugli Esotici. Faccio solo alcuni riferimenti visti in Reggio, per cui vorrei proprio mettere in evidenza un particolare che riguarda i Diamanti Mandarino, in particolare nel visionare le femmine messe a parte perché vincitrici della propria categoria e il cui punteggio era di 93 punti. Nel merito desidero rilevare che la prima femmina esaminata era una Grigio da un colore la cui tonalità era buona, ma che la sua uniformità era alquanto difficile da rilevare per la consistenza massiccia della sua corporatura. Ad un soggetto di tale mole corrisponde quasi sempre un piumaggio altrettanto abbondante e lungo, per cui non presentandosi attillato nelle varie parti del corpo, il tutto risulta dare un effetto di scarsa omogeneità ed uniformità. Ma  comunque a prescindere da tale rilievo, a mio avviso risulta poco confacente l’assegnazione di punti 93 ad un soggetto la cui mole, quindi la cui taglia e la cui forma sono l’espressione del massimo che si possa ottenere o vedere in un D.M., queste caratteristiche non sono contemplate negli Standard impositivi che descrivono la taglia e la dimensione di tale Esotico. Posso arrivare a dire a denti stretti che un simile soggetto può essere apprezzato ai fini dell’allevamento (anche se la mia esperienza mi induce a dubitare di questo fatto), ma sicuramente come Allevatore ed estimatore di D.M. mi sento in dovere di non condividere tali scelte in sede di giudizio, perché gli standard non sono un qualcosa di trasmesso nel tempo a voce, ma bensì un qualcosa di scritto e ben definito, a cui ci si deve attenere: noi allevatori e anche i Giudici. Perché ovunque viene riportato come lunghezza di un D.M. e cito come esempio il testo di Hans Kloren, Berend Bosch, non dimenticando quanto affermava Giovanni Agostini, i quali concordavano su una dimensione di 10,5 cm. Quella femmina superava nettamente tale misura, inoltre avendo una corporatura talmente massiccia, direi quasi un 50% in più di un normale soggetto da esposizione, presentava un formato fuori standard. Al suo fianco erano esposti momentaneamente altre femmine sui 93 punti e nessuna aveva  una mole ed una configurazione fenotipica simile alla femmine in oggetto. Devo per forza di cose asserire che i Giudici esteri avevano mal valutato quella femmina o le altre 5 o 6 presenti al momento.  Credo che queste cose non si devono vedere al giudizio delle Mostre specialistiche. Nell’affrettato mio controllo ho riscontrato altre errate valutazioni nel merito del valore numerico assegnato, ma per non eccedere ulteriormente, dico che l’errata valutazione è la mia.

     Sono molto sorpreso dei giudizi assegnati agli esotici in particolare ad un D.ruficauda  giallo con 93 punti che credo non ripeterà mai più tale risultato, ma questo potrebbe essere discutibile ed essere imputabile alla mia conoscenza personale, però quando dopo poco  ho visto riportare un D. ruficauda  giallo anch’esso valutato 93 punti e che aveva in particolare una marginale differenza dal precedente “presentava entrambi le remiganti primarie completamente diluite, prive del colore di base tipico dei ruficauda  giallo, accompagnato da una zona quasi lipocromica sulla nuca ed in minor misura anche sulla maschera”. Il soggetto era chiaramente derivato da quei ruficauda oggetti da anni presenti in Italia con la caratteristica di presentare delle pezzature lipocromiche sparse in modo disordinato ed occasionale, soggetti che per quanto riguarda le mie conoscenze non si è ottenuto alcun valido ed interessante risultato.

    Non tenendo in alcuna considerazione il punteggio assegnato ai soggetti, devo convenire che uno dei due tipi è sbagliato, uno dei due andava valutato quale PEZZATO e pertanto non giudicato..

     Non meno rilevante il fatto che avendo giudicato un Becco d’argento nella mutazione Bruno con un alto punteggio e  a seguito dell’intervento del proprietario che ha fatto notare che trattavasi di un ventre nero, lo stesso Giudice ottemperava al disguido lasciando invariato il punteggio: da un Bruno ad un Ventre Nero passano delle differenze notevoli, per cui credo non valga la pena proseguire nella disamina  dei “presunti errori” e tralascio anche le conclusioni.

     Queste considerazioni del giorno dopo  col passare del tempo mi hanno maggiormente convinto che la mia convinzione nel merito del giudizio degli Esteri deve essere rivisto e valutato per il verso giusto, cioè alla luce del riscontro visto in questi ultimi 25 anni.

     La mia sensazione è che la gran parte dei Giudici esteri operi nelle nostre Mostre con lo spirito e la convinzione che gli Allevatori italiani siano ancora allo stato espositivo di 25 – 30 anni or sono, quando veramente nel settore dei D.M. la qualità era piuttosto carente. E’ mia convinzione che ci assegnino dei punteggi mediamente molto alti, come se la loro missione in terra italiana fosse quella di accontentare con facili regalie una “massa di poveri”, alla vana ricerca di un livello superiore.

    Questo,  se così fosse, è ancor più offensivo in quanto la stragrande maggioranza dei nostri Allevatori-Espositori di D.M. negli ultimi anni ha acquistato i propri riproduttori in quei paesi da cui loro provengono. Vorrei andare oltre nei miei discorsi, nelle mie considerazioni personali, ma capisco che il tutto deve essere “esposto” e non giudicato direttamente, in quanto cadrei in un abuso o eccesso di personalismo.

     Tanto per chiudere questo argomento, per chi non avesse ancora compreso il mio spirito nel merito: io non sono per nulla un “esterofilo” e il tempo mi ha rafforzato in questa scelta. Sono invece per rivalutare i nostri Giudici, quelli seri e preparati che il Collegio IEI comprende al suo interno, dare loro una maggior fiducia e responsabilità e perché no, far sì che prendano coscienza delle loro capacità, della loro serietà vista e comprovata in questi ultimi anni, proprio in occasione di Zebras e delle altre Mostre specialistiche.

     Chiedo a Gianni Ficeti, quale Presidente della CTN-IEI, di prendere in serio esame questa proposta, di far sì che i nostri Giudici, di cui alcuni veramente oramai ben preparati, nel futuro vengano affiancati da altri Giudici italiani che intendono perfezionarsi nel mondo del D.M. e degli Esotici. Vi siete mai chiesto perché  a Fringilla per merito di quel grande personaggio che è l’arch. Bruno Zamagni non si vedono Giudici esteri ma un gran numero di Giudici o aspiranti tali che anche solo presenziano pur di essere presenti, di seguire lo svolgimento del giudizio, per una loro maggior futura preparazione e formazione. Questa deve essere la nostra futura scelta, dobbiamo imparare a vivere con i nostri mezzi.

     Suggerisco inoltre all’amico fraterno Gianni di curare maggiormente il settore degli Esotici, rivalutando altri bravi Giudici che a mio avviso possono ben svolgere il loro lavoro. Caro Gianni  posso dirti che quei 93 punti assegnati in R.E. a diversi Esotici, se fossero stati  di mia proprietà, sarebbero risultati una offesa al mio Allevamento, mentre un bel 90 o 91 punti da te assegnatomi, avrebbe avuto un’altra valenza e sicuramente mi avrebbe riempito di gioia, non ha alcun valore tecnico vincere perché si è ottenuto un 93 in quel modo e in quelle condizioni, ma bisogna vincere perché il soggetto analiticamente e tecnicamente è superiore agli altri e cosa di non poco conto, riconosciuto anche dagli altri Allevatori.

     Chiedo all’amico Manuele Piccinini di essere presente nel giudizio di R.E., non come Espositore, ma come Giudice; perché io credo debba uscire dal guscio e prendere per mano i nostri Giudici esperti del D.M. e proseguire quel lavoro che personalmente gli riconosco e gli rendo giusto merito per quanto fatto per il rilancio del D.M. in Italia. Aggiungo caro Manuele, che ci sei riuscito benissimo e quindi devi addentrarti maggiormente nel merito Tecnico e Pratico. Aver raccolto l’eredità di Giovanni Agostini, non è cosa di poco conto, anzi deve esserti da stimolo per il futuro di tutti noi, compreso il Diamante Mandarino. Noi ti ringraziamo fin da ora, come sempre abbiamo di cuore fatto.

     Morale: credo che i regali, anche se sempre ben accetti, siano un atto bellissimo solo in occasione di compleanni o feste comandate.

     Vorrei che altri Allevatori  Espositori esponessero il loro pensiero positivo o negativo nel merito dei giudizi esteri.

                                                                                                                  FORGANI TERENZO

P.S. – Tengo a precisare il mio pensiero sui Giudici esteri è il seguente : nel merito della classificazione sulla     appartenenza della mutazione o combinazione di mutazioni di un D.M., riconosco a loro una maggior sicurezza e velocità nel determinarne il riconoscimento, mentre per la valutazione e l’interpretazione della scheda analitica pongo delle riserve in merito, per una differente valutazione nelle particolarità che un soggetto deve manifestare nel fenotipo per essere un premio d’onore. A mio avviso hanno una maggior tendenza nel chiudere un occhio o tutte e due pur di farli premio d’onore, vedasi  la forma, la taglia, la presenza o assenza di alcuni disegni, la consistenza del piumaggio e in particolare la oramai consuetudine di esporre soggetti in particolare i maschi senza le prime remiganti su entrambi le ali. Se le voci che interessano questi particolari comprendono i valori in scheda di giudizio, credo che se ne debba tener in giusto conto.

Per quanto concerne il settore degli Esotici in genere e non in alcuni particolari, credo che la maggior parte di quei Giudici debbano rivedere il tutto.